Leonardo è un robot sociale, frutto di una collaborazione tra il MIT ed i Stan Winston Studio, esperti in animatronic, che ne hanno curato l'aspetto esteriore
I ricercatori affermano che, contrariamente a normali approcci statistici, i quali richiedono considerevoli quantità di prove, Leonardo cerca di apprendere velocemente nuove abilità e conoscenze, attraverso una normale istruzione e qualche prova, proprio come fanno i bambini. Cerca di capire come svolgere al meglio le sue mansioni, e come affrontarle in collaborazione con esseri umani. La sua capacità di apprendere spazia dall'insegnamento per esempio, a quello per imitazione, oppure auto istruirsi osservando gesti umani.
Alto poco più di 70 centimetri, con ben 62 gradi di libertà di cui 32 esclusivamente per i movimenti facciali, nella sua complessità progettuale non può camminare. Capace di riprodurre espressioni quasi umane, e di manipolare semplici oggetti, ha un aspetto a primo impatto simpatico, in grado di incoraggiare l'interazione con esso, alla stregua di un bambino
L'iterazione uomo-robot è un campo giovane della robotica sperimentale, ma per questo non meno affascinante di altri, richiede per il suo studio la creazione di robot complessi, non solo nell'elettronica ma anche nell'intelligenza artificiale.
Si è ricorsi alla costruzione di nuovi controller con microprocessori Xilinx per i motori, dato che la maggioranza di quelli commerciali sono sviluppati per applicazioni completamente differenti, perciò non adatti alla complessità del robot nel suo insieme. Sono capaci di gestire simultaneamente 16 canali, con feedback di controllo per gli encoder, la parte analogica e la gestione della corrente.
Predisposto per monitorare le azioni degli esseri umani e di interpretare le loro attività, come gesti di comunicazione base, è in grado di distinguere cose inanimate come oggetti con cui deve interagire. Il robot estrae informazioni specifiche sull'oggetto da manipolare grazie alla sua abilità visuale, sviluppata con le librerie OpenCV della Intel, con la quale i ricercatori stanno sviluppando un'apposita suite visiva, con funzioni di riconoscimento di oggetti, come colori o movimenti dei stessi, riconoscimento delle persone, rilevamento degli occhi della persona con cui dialoga, distinzione di gesti e movimenti facciali, è capace di seguire target predefiniti, o stimare la profondità grazie alle telecamere in configurazione stereoscopica.
La pella sintetica è capace di rilevare pressioni e localizzarle con accettabili risoluzioni sull'intero corpo. I sensori tattili sono posizionati tra la pelle siliconica rivestita di pelo, e la struttura interna del robot, dove appositi sistemi hanno il compito di processare i dati grezzi in arrivo. Provvisto di mani articolate, che integrano sensori tattili sul loro palmo, dove un pic dotato di 64 canali converte i segnali analogici dei sensori, gestiti da appositi algoritmi in grado di ricavarne movimenti, direzioni ed orientazione di un oggetto. Questo sistema, per ora usato esclusivamente per le mani, sarà in futuro espanso su tutta la superficie del robot
La sfida al test di Turing è aperta, riusciranno i ricercatori ad infrangerlo, per poi creare le 3 leggi della robotica predette da Asimov? A giudicare dall'urlo “It's alive!” del gestore del progetto, possiamo dire che siamo a buon punto.
Riferimenti
Animatronic Stan Winston Studio: http://www.stanwinstonstudio.com/home.html
Progetto Leonardo del MIT:. http://robotic.media.mit.edu/projects/Leonardo/Leo-intro.htm





